Gli investitori stanno discutendo di tecnologia e governance. Un cambiamento più discreto nel modo in cui gli occhiali di lusso acquisiscono rilevanza culturale potrebbe rivelarsi altrettanto importante.
Il prezzo delle azioni di EssilorLuxottica è sceso di circa la metà rispetto al massimo storico di chiusura di 320,70 euro registrato nel novembre 2025. La spiegazione più plausibile è che gli investitori si siano lasciati trasportare dall’entusiasmo per gli occhiali intelligenti, per poi riconsiderare i rischi competitivi e tecnologici legati a questa categoria.
Sebbene EssilorLuxottica abbia registrato una crescita del fatturato del 9,7% e un aumento del 15% dell’utile operativo rettificato nel primo semestre del 2026, le aspettative del mercato erano state notevolmente più elevate. I risultati non indicano un crollo operativo, ma hanno indotto a una netta rivalutazione delle prospettive di crescita futura dell’azienda.
Le preoccupazioni di natura tecnologica sono tuttavia reali. Apple, Google, Samsung, Sesame e altri gruppi tecnologici potrebbero trasformare gli occhiali intelligenti in una sfida tra piattaforme piuttosto che in una categoria di accessori convenzionale. Anche la durata della batteria, il design, la privacy, l'accettazione sociale e l'integrazione delle lenti graduate rendono l'adozione meno prevedibile di quanto lasciasse intendere l'entusiasmo iniziale.
Le tensioni gestionali segnalate hanno aggiunto un ulteriore elemento di incertezza. Leonardo Maria Del Vecchio, il figlio trentunenne del fondatore, ha lasciato i suoi incarichi di direttore strategico e presidente di Ray-Ban alla fine di agosto. La sua uscita è avvenuta a seguito di presunte divergenze, anche se questo da solo non può spiegare l'entità della correzione del mercato.
All’interno del settore tradizionale dell’occhialeria si pone una questione di cui si parla poco: il significato del lusso sta cambiando?
Nella fascia alta del mercato, un logo ben visibile non è più l’unica, né necessariamente la più forte, espressione di prestigio. Le boutique di ottica indipendenti si trovano sempre più spesso di fronte a clienti interessati al design esclusivo, alla qualità dei materiali, alla produzione in serie limitata e alla provenienza dei prodotti. Una ricerca più ampia sul settore del lusso conferma questa tendenza: secondo EY, il 62% dei clienti intervistati ha indicato la qualità dei materiali tra i fattori principali che hanno influenzato il loro ultimo acquisto di lusso.
La cultura popolare offre indizi piuttosto che prove. Una serie come quella di Netflix I signori ha unito marchi di moda internazionali a nomi specializzati nel settore dell’occhialeria, tra cui Dita, Ahlem e SATO. La montatura viene sempre più considerata un oggetto di design d’autore, non semplicemente un’estensione del logo di una casa di moda.
I marchi indipendenti rimangono frammentati e non riescono a eguagliare la rete di distribuzione, la tecnologia delle lenti o l’infrastruttura di vendita al dettaglio di EssilorLuxottica. Tuttavia, non hanno bisogno di raggiungere le sue dimensioni per competere in termini di leadership nel settore della moda.
Allo stesso tempo, il dibattito nel settore dell’occhialeria si concentra sempre più su ciò che un ingresso più aggressivo da parte di Apple, Google, Samsung e altre aziende tecnologiche potrebbe significare per la fascia media e bassa del mercato. Uno scenario emergente suggerisce che gli occhiali connessi potrebbero esercitare una pressione significativa su questi segmenti, riecheggiando in qualche modo la rivoluzione che gli smartwatch hanno portato in alcuni settori dell’industria orologiera tradizionale. Il risultato potrebbe essere un mercato più polarizzato: prodotti tecnologici in competizione per il consumatore di massa, mentre i marchi di fascia alta più affermati mantengono la loro rilevanza grazie al design, all’artigianalità, alla rarità e al valore culturale. Questo esito è tutt’altro che certo, dati i vincoli che permangono in termini di prezzo, durata della batteria, normative e accettazione da parte dei consumatori. Se dovesse concretizzarsi, tuttavia, potrebbe dare vita non solo a una nuova categoria di prodotti, ma a una struttura industriale completamente nuova.
L'età di Leonardo Maria Del Vecchio non è indice di una maggiore capacità di giudizio. Tuttavia, la sua uscita di scena è simbolicamente significativa: una delle voci più giovani tra i vertici del gruppo, e potenzialmente quella più vicina al consumatore di lusso emergente, non ricopre più un ruolo dirigenziale.
Il rischio spesso sottovalutato non è semplicemente che gli occhiali intelligenti possano deludere le aspettative. È piuttosto che gli occhiali tradizionali possano stia silenziosamente trasformandosi in un diverso tipo di settore di lusso, in cui la scala di mercato rimane un fattore determinante, ma la rilevanza culturale non può più essere data per scontata.
Qualche anno fa, marchi come Ray-Ban, Persol e Oliver Peoples rappresentavano le scelte di riferimento per molti consumatori di occhiali di alta gamma. Oggi, una parte consistente di quel pubblico sembra sempre più attratta da marchi specializzati come Jacques Marie Mage, la cui produzione limitata, il linguaggio stilistico distintivo e il legame con figure di spicco del mondo della cultura hanno contribuito a trasformare le sue montature in riconoscibili simboli di status. L’ascesa del marchio non dovrebbe essere descritta come l’unica causa di una trasformazione a livello di mercato, ma ha senza dubbio avvicinato un maggior numero di consumatori alla più ampia categoria dell’occhialeria indipendente, dove spesso finiscono per scoprire altri marchi orientati al design. Sebbene i dati completi sulle quote di mercato rimangano limitati, questa evoluzione è sempre più visibile negli assortimenti dei rivenditori di occhiali di alta gamma, molti dei quali ora pongono i marchi indipendenti al centro dei propri portafogli, anziché considerarli semplici aggiunte di nicchia.
È possibile che il mercato stesso stia cambiando, con i consumatori di età compresa tra i 20 e i 35 anni che, dopo anni caratterizzati dalla “logomania”, ricercano sempre più spesso edizioni limitate, artigianalità e storie di marca coinvolgenti? È una domanda che il settore dell’occhialeria sta cominciando a porsi con crescente urgenza.
La nostra analisi porta quindi a due ipotesi correlate. In primo luogo, è probabile che il settore degli occhiali intelligenti diventi sempre più affollato con l’ingresso delle principali aziende tecnologiche al fianco di Meta. In secondo luogo, se gli occhiali connessi dovessero ottenere un’accettazione più ampia da parte dei consumatori, parte di tale crescita potrebbe avvenire a scapito dei prodotti convenzionali nei segmenti di fascia media e bassa, includendo potenzialmente anche marchi presenti nel portafoglio di EssilorLuxottica. Ciò va inteso come un possibile scenario di mercato piuttosto che come un risultato accertato: l’entità di un’eventuale cannibalizzazione dipenderà dai prezzi, dai tassi di adozione, dal posizionamento dei prodotti e dal fatto che i consumatori considerino gli occhiali intelligenti come sostituti o come complementi degli occhiali tradizionali.
Fonte della foto di copertina: MolteniGroup / Sede centrale di Essilor Luxottica, Milano