Il cuore del progetto, Concezione generale è un concetto reso tangibile. Il suo stesso nome ha una risonanza: un suono francese che evoca la precisione ingegneristica e l'eleganza intellettuale, facendo riferimento all'epoca in cui i creativi gravitavano su Parigi per sviluppare nuovi linguaggi visivi. Il marchio si ispira allo street style ma si eleva verso le vette del design, tracciando un percorso che inizia con i vibranti anni Sessanta londinesi e si estende attraverso i paesaggi da sogno del XX secolo.
Ogni decennio diventa un mondo di riferimento, un archivio di silhouette, atteggiamenti e rivoluzioni creative, reinterpretati attraverso un unico principio estetico: la curva.
In un mercato in cui l'ingresso è diventato sempre più difficile, plasmato da agenti di vendita che spesso oltrepassano i loro ruoli per proteggere i loro territori e da narrazioni strettamente controllate, lanciare un marchio all'interno di questo ecosistema, che non è più veramente libero, diventa una decisione coraggiosa e risonante.
Allo stesso tempo, la nuova ondata di marchi emersi negli ultimi tre anni ha dimostrato che gli agenti di vendita non possono più plasmare o manipolare le scelte dell'ottico come facevano un tempo. Oggi gli ottici hanno accesso a nuove fonti di riferimento e di ispirazione per la scelta dei prodotti da distribuire, cercando sempre più spesso marchi poco diffusi e dando priorità alla differenziazione e all'esclusività dei loro assortimenti.
Un universo plasmato dalla forma
L'identità di Conception Générale si manifesta attraverso il design scultoreo. Qui la forma è inseparabile dalla curvatura. La curva regna non solo nel profilo di ogni cornice, ma anche nei più piccoli dettagli architettonici: gli spigoli sono completamente smussati, le superfici ammorbidite e modellate fino a quando la materia stessa sembra fluire.
L'acetato di cellulosa, descritto come memoria resa solida, viene intagliato a mano in Italia da maestri artigiani. Il processo è meticoloso, una lenta lavorazione artigianale elevata a espressione contemporanea. Ogni montatura viene lucidata fino a raggiungere una lucentezza ipnotica, dove la trasparenza si fonde con la profondità cromatica per creare uno smalto vitreo. In questo dialogo tra colore e luce, l'iridescenza diventa un mezzo espressivo piuttosto che una semplice decorazione.
Conception Générale è, per molti versi, uno scrigno di sogni, che contiene non solo curve di design, ma anche curve di pensiero.
Stefano Bellotto: il sarto dell'occhiale
Dietro il marchio c'è il Direttore Creativo Stefano Bellotto, il cui percorso verso l'occhialeria non sembra tanto una decisione professionale quanto piuttosto un'evoluzione naturale, plasmata dall'artigianato, affinata dalla curiosità e perfezionata da anni di esperienza internazionale.
Formatosi come ottico presso la Scuola di Ottica Zaccagnini di Bologna, Bellotto ha ereditato la disciplina tecnica dalla professione paterna, ma si è presto avvicinato all'occhialeria come a un panorama culturale piuttosto che puramente commerciale. Fin dall'inizio, le fiere internazionali sono diventate le sue gallerie, spazi per studiare le proporzioni, l'innovazione e la forma attraverso una lente di design.
Questa sensibilità lo ha portato a Londra, un capitolo fondamentale della sua carriera.
Presso General Eyewear, uno degli atelier di occhiali più influenti al mondo, Bellotto ha affinato il suo mestiere all'interno di straordinari archivi storici di rare montature vintage. Lavorando a stretto contatto con questi oggetti, ha sviluppato una comprensione intima di come gli occhiali interagiscono con chi li indossa. È diventato, a suo modo, un sarto di occhiali, padroneggiando la vestibilità, l'equilibrio e l'adattamento fino a quando le montature sembravano essere nate con la persona che le indossava.
Oltre al lavoro in atelier, Bellotto ha collaborato con fotografi e team creativi in tutta la città, contribuendo come Eyewear Stylist e Fitting Specialist a servizi fotografici incentrati sugli occhiali che richiedevano sia precisione tecnica che sensibilità estetica.
Dal prototipo alla collezione
Tornato in Italia, Bellotto passa dall'esperienza alla sperimentazione. Lavorando in silenzio nel garage di un artigiano locale, ha sviluppato dodici prototipi iniziali, oggetti nati dall'istinto, dalla ricerca e dal lavoro manuale.
Presentato a Domenico Concato, fondatore di Occhiali JDO, Questi prototipi hanno fatto nascere l'idea di trasformare un primo esperimento in una collezione completamente realizzata. Da questo scambio è nata Conception Générale.
Oggi il marchio riflette il percorso di Bellotto: radicato nella competenza tecnica, elevato dalla cultura del design e guidato da un impegno senza compromessi per la vestibilità e la forma.
La Fondazione JDO Eyewear
Il supporto all'eccellenza produttiva di Conception Générale è Occhiali JDO, fondata nel 2012 a Montecchio Maggiore, Vicenza, un'area rinomata per l'artigianalità.
JDO è diventato un punto di riferimento nel settore dell'occhialeria per le montature di alta qualità, artigianali e senza tempo, prodotte attraverso una catena di approvvigionamento sostenibile, etica e completamente trasparente. La vicinanza all'artigianato della gioielleria ha permesso di collaborare con artigiani formati come orafi, portando un raro livello di precisione nella produzione di occhiali.
Occhiali come esperienza
Conception Générale si trova all'incrocio tra artigianato ed espressione contemporanea, dove gli occhiali non vengono semplicemente indossati, ma vissuti.
Radicato nella tradizione della moda francese, plasmato dal patrimonio manifatturiero italiano e guidato dallo spirito di libertà culturale di Londra, il marchio opera come uno spazio di sperimentazione. Silhouette oversize, sottili asimmetrie, acetati stratificati e superfici levigate definiscono una collezione che sembra al tempo stesso d'archivio e radicalmente attuale.
Nell'universo di Conception Générale, l'occhiale diventa un mezzo di espressione piuttosto che una categoria fissa.
Un manifesto visivo plasmato dalle epoche, ripensato per il presente.
Forse è ancora troppo presto per fare previsioni definitive sul futuro del marchio in un mercato così chiuso e altamente mediato. Tuttavia, grazie al supporto di un forte team di distribuzione, ha una credibile possibilità di affermarsi nel tempo.
Oggi i marchi emergenti non competono più solo sull'estetica o sullo storytelling, ma sulla loro capacità di navigare e superare un sistema sempre più restrittivo e controllato. In definitiva, il ruolo chiave spetta all'ottico, il cui discernimento e la cui indipendenza sono essenziali per guardare oltre ciò che viene semplicemente presentato e scegliere con vera convinzione.
[...] da produttore monomarca a gruppo creativo strutturato che comprende Jacques Durand e Conception Générale, gestendo contemporaneamente la catena di negozi di alta gamma Punto Ottico Humaneyes in tutta Europa e [...]