All’interno di Seconde Vue, il negozio parigino che riporta alla ribalta montature di stilisti ormai dimenticate, recuperate dai magazzini.
La moda ama i grandi ritorni. Ma alcune delle sue scoperte più interessanti avvengono prima ancora che uno stilista abbozzi qualcosa di nuovo. A volte basta semplicemente aprire una scatola che nessuno ha guardato dentro da decenni.

Per Alice Violier Amzalak, quella scoperta si trasformò in Seconde Vue.
La fondatrice ha avviato l'attività nel novembre 2021, attingendo alla tradizione familiare nel settore dell'ottica tramandata dal nonno, André Perceval, fondatore della Maison Perceval. Il punto di partenza era straordinariamente concreto: montature da vista e occhiali da sole trascurati, dal design distintivo e di una qualità tale da meritare una seconda vita.

Il percorso creativo di Amzalak è iniziato nel seminterrato del primo negozio di ottica di suo nonno, dove ha trovato montature invendute risalenti agli anni ’80 e ’90. Questi pezzi dimenticati sarebbero diventati le fondamenta di Seconde Vue.

Rimettere l’archivio al centro dell’attenzione
Da Seconde Vue, l’archivio diventa qualcosa che si può davvero indossare.
La selezione presentata dalla boutique abbraccia un arco temporale che va dagli anni ’60 agli anni 2000, con nomi quali Christian Dior, Prada, Yves Saint Laurent e Thierry Mugler. La descrizione della collezione fornita dalla boutique stessa mette in risalto le silhouette contrastanti di Mugler e il lavoro colorato ed esuberante di Patrick Kelly. Questi pezzi offrono l’opportunità di scoprire il linguaggio visivo di uno stilista attraverso oggetti di uso quotidiano.

Proprio come gli orologi d’epoca, gli occhiali d’archivio invitano ad apprezzare i dettagli di un’altra epoca, dalle loro proporzioni al carattere della loro realizzazione. Trovare il paio giusto può sembrare come riscoprire una bottiglia di vino pregiato caduta nell’oblio. Parte del piacere risiede nella sua storia; il resto inizia quando finalmente la si apre.
Un modello può incarnare lo spirito di un intero decennio, eppure risultare sorprendentemente personale quando qualcuno lo indossa oggi.

Il restauro è il punto di partenza della rinascita
La scoperta è solo l'inizio.
Seconde Vue afferma che le sue montature vengono sottoposte a pulizia, lucidatura e regolazione da parte di ottici qualificati, mentre le lenti vengono controllate per verificare la presenza di eventuali danni e sostituite quando necessario. Il processo di selezione tiene conto anche dello stile, dei materiali e del luogo di produzione.
C’è spazio anche per una reinterpretazione. La boutique spiega come l’uso di lenti colorate possa conferire alle montature esistenti un’espressione diversa, un approccio che rende il restauro parte integrante del processo creativo.

Una vecchia scoperta, una nuova identità visiva
Una delle idee più interessanti di Seconde Vue è il modo in cui gli occhiali d’archivio vengono presentati come una collezione. Le immagini della campagna, la fotografia e lo styling conferiscono a queste montature riscoperte la coerenza visiva tipica delle collezioni di uno stilista contemporaneo.
In questo caso, il gesto creativo consiste nella curatela. Selezionando capi dei decenni passati e inserendoli in un universo visivo condiviso, la boutique crea nuovi legami tra modelli originariamente concepiti in contesti diversi.

L’immaginario moderno conferisce alle cornici d’epoca una nuova vitalità, permettendo alle loro forme, ai loro colori e ai loro dettagli di parlare a una generazione diversa. La scoperta appartiene al passato. Il modo in cui la vediamo ci sembra invece del tutto attuale.

Un indirizzo parigino da non dimenticare
L'idea ha attirato l'attenzione della stampa di moda. In una guida allo shopping a Parigi, la redattrice di Who What Wear, Hannah Almassi, ha raccontato di aver acquistato una montatura di Thierry Mugler da Seconde Vue e di avervi fatto montare lenti graduate. È un esempio significativo di come il design d'archivio possa diventare parte integrante del guardaroba quotidiano di una persona.
Situato al numero 15 di rue Commines, nel terzo arrondissement di Parigi, Seconde Vue attribuisce a questa riscoperta un indirizzo fisico.
Per gli appassionati di occhiali, il fascino è immediato. Il piacere di scoprire un modello con una storia alle spalle e di regalargli un futuro.
La prossima montatura che cambierà il tuo look potrebbe essere rimasta in una scatola fin dagli anni ’80.